mercoledì, novembre 11, 2009

Crawford Slip

Descrizione
Questa tecnica di Brainwriting è stata sviluppata da Crawford negli anni 20 per elaborare e trovare idée all’interno di grandi gruppi, addirittura il suo ideatore la mise in pratica con 5000 persone! L’autore, comunque, consiglia di utilizzare questa tecnica per gruppi dalle 50 alle 200 persone e per questo necessita di una sede molto ampia e comoda.
Crawford Slip Writing è una delle tecniche base del Brainwriting, una delle prime e più note ed utilizzate. Serve per trovare un gran numero di idee in gruppi molto numerosi e per dare un senso di coinvolgimento pieno a tutti i partecipanti alla sessione.



I passi da seguire

Ogni partecipante viene fornito di un block- notes di circa 25 foglietti preparati precedentemente dal moderatore con dei simboli, dei disegni o delle frasi che servono come fonte d’ispirazione per trovare nuove idee.
Il moderatore definisce di fronte al gruppo il problema da risolvere nella sessione.
Tutti i partecipanti scrivono un’idea su ogni foglietto, lavorando da soli o in piccoli gruppi formati al massimo da tre persone, per circa 10 minuti.
Al termine della tecnica è importante fornire un feedback immediato ai partecipanti, e per far questo è utile raccogliere le idee in varie categorie per dare un’idea delle soluzioni individuate e renderle immediatamente utilizzabili. A questo punto è possibile realizzare un’analisi delle idee, trasformandole in proposte pratiche e realizzabili.

lunedì, novembre 02, 2009

Negative Brainstorming


Il Negative Brainstorming è una versione particolare del brainstorming che prende in considerazione i possibili effetti ed implicazioni negative di un’idea, un progetto ed è stata sviluppata nel 1985 da Isaksen and Treffinger.
Si svolge come un brainstorming classico con la differenza che il processo di produzione delle idee ruota attorno alle domande: “cosa potrebbe andare storto?”, “quali problemi potrebbero sorgere?”, oppure “come faremmo per non risolvere il problema?”.
È molto utile quando si analizza un problema molto complesso, si applica una nuova idea, senza sufficiente tempo per sperimentarla, quando si hanno pochi margini di errore e si vuole essere pronti ad affrontare possibili complicazioni.
Mettere in luce gli aspetti negativi prima di adottare un’idea, aiuta ad evitare brutte sorprese, o almeno ad essere pronti ad affrontarle non solo materialmente,  ma anche emotivamente. Questa tecnica aiuta chi è coinvolto nel progetto ad essere preparato ai possibili insuccessi e a sapere cosa fare per rimediare.
Questo tipo di riflessione è importante, soprattutto quando non si ha la possibilità di provare la soluzione prima di adottarla definitivamente e riduce le possibilità di essere presi alla sprovvista.
Al termine della sessione, può essere utile prevedere un momento in cui ridare al gruppo sicurezza e motivazione, in quanto i singoli partecipanti, esplorando principalmente le implicazioni negative del problema, potrebbero aver acquisito un senso di insicurezza e quindi diminuire istintivamente il proprio impegno e la fiducia nel gruppo.

Obiettivi

- Predisporre mentalmente il gruppo alle difficoltà che potrebbe trovarsi ad affrontare;
- individuare preventivamente le risorse necessarie per risolvere i possibili problemi futuri;
- conoscere in anticipo una parte dei problemi che si dovranno affrontare, nei casi in cui non si disponga di tempo sufficiente per introdurre gradualmente un’innovazione;
- ridurre i margini di errore e di indeterminatezza attorno ad una questione particolarmente importante;
- rompere i normali schemi di riflessione con una domanda inconsueta.


I passi da seguire
- Realizzare una sessione di brainstorming classico, capovolgendo però la normale riflessione per concentrarsi sulle implicazioni negative o sulla domanda “cosa potremmo fare per evitare di risolvere il problema?”;
- raccogliere le idee in categorie collegate tra loro, perché esprimono soluzioni simili o si basano su medesimi principi ecc, in modo da creare gruppi di idee omogenee tra loro e dare un titolo che le esemplifichi e le sintetizzi
- utilizzare tutte le idee e le informazioni raccolte in categorie per predisporre eventuali misure alternative e le risorse necessarie per ovviare ai problemi che potrebbero sorgere.

lunedì, ottobre 26, 2009

Imaginary Brainstorming

L’” Imaginary Brainstorming” è una variante molto prossima al Brainstorming classico.
Il principio e le regole sono pressoché le stesse per entrambe le tecniche.
La differenza consiste nel fatto che nell’Imaginery Brainstorming, per trovare delle soluzioni ad un problema, i partecipanti creano un contesto e dei protagonisti di fantasia sostituendo, per analogia, quelli reali.



Imaginary Brainstorming” consiste nel riformulare il problema che si sta tentando di risolvere utilizzando l’immaginazione e la fantasia per creare un contesto diverso, sostituendo, i protagonisti del problema, l’azione o l’oggetto con personaggi o attività alternative (possono essere più o meno fantasiosi o legati più direttamente al contesto che si sta affrontando). Soltanto una parte del problema, quella più rilevante e critica, rimane la stessa per mantenere concretezza ed aderenza alla realtà..

Per esempio se un gruppo di persone volessero concludere un progetto nella metà del tempo abituale l’obiettivo sarebbe:
noi
vogliamo terminare il progetto
nella metà del tempo abituale

tra questi tre elementi della frase ne scegliamo uno che è particolarmente critico nell’obiettivo che ci poniamo; in questo caso sarà “nella metà del tempo abituale” a rivestire il ruolo determinante e sarà mantenuto immutato nella creazione del contesto di fantasia

le giovani marmotte
vogliono costruire una nuova casa sull’albero
nella metà del tempo abituale

oppure:
i manager dell’azienda di trasporti pubblici
si riuniscono per trovare come ridurre i tempi di attesa alle fermate
della metà del tempo abituale

Questo tipo di trasformazione del problema aiuta i partecipanti al brainstorming, che si immedesimano in un nuovo ambiente e con personaggi scelti a piacere tra fantasia e realtà, a trarre nuove ispirazioni e magari riflettere su cosa farebbero i protagonisti della vicenda immaginata. In questo modo, inoltre,  è possibile ridurre il carico emotivo ed i condizionamenti limitanti che i protagonisti del brainstorming potrebbero avere rispetto al problema affrontato, influendo negativamente sul processo creativo.
Lasciare una pare del problema immutata rispetto alla realtà da al gruppo una direzione chiara da seguire, per questo la fase iniziale, nella quale si decide proprio quali elementi del problema modificare, è molto importante e richiede grande attenzione.

Obiettivi
- Liberare il processo creativo da limiti emotivi e da convinzioni limitanti;
- Allargare la visione del problema guardandolo con “gli occhi” di un’altra persona;
- Ottenere ispirazione e nuove risorse dalla trasformazione del contesto;
- Mantenere concretezza all’interno di un processo creativo
- orientare la discussione su una parte precisa e ritenuta più importante del problema discusso.

I passi da seguire
Definire gli elementi essenziali del problema e identificare quale elemento tra il soggetto, l’azione e l’oggetto del problema siano più legati alla soluzione e vincolanti per la soluzione del problema.
Per gli altri elementi si provvede a sostituirli con alternative di fantasia;
Successivamente, ridefinire il problema sulla base delle modifiche realizzate e alle alternative di fantasia che sono state inserite.
Realizzare un brainstorming classico per risolvere il “nuovo” problema.
Applicare le idee individuate per il “nuovo” problema a quello “reale” e quindi analizzare tutte le idee nate in questo processo, sia in riferimento agli elementi di fantasia, sia a quelli reali.

lunedì, ottobre 19, 2009

Brainwriting, la creatività grafica

Iniziamo una carrellata sulle diverse modalità con cui realizzare il brainwriting, una tecnica, complementare al brainstorming, che si può realizzare in diverse modalità, che esploreremo insieme nei prossimi post.


Il Brainwriting è la versione grafica su carta del brainstorming ed è utilizzato per sviluppare nuovi prodotti o per generare idee e progetti in settori dove la creatività è molto importante come nella pubblicità. E’ una tecnica elaborata da Horst Geschka e dai suoi colleghi del Battelle Institute di Frankfurt, portando avanti gli studi sui metodi di gestione delle innovazioni all’interno dei gruppi; questa tecnica è stata pubblicata anche da VanGundy nel 1988 sul libro Techniques of Structured Problem Solving.
La tecnica è utilizzata soprattutto per i gruppi che non sono abituati a realizzare un brainstorming e, in generale, sessioni creative, oppure per gruppi di grandi dimensioni, per i quali il brainstorming potrebbe risultare troppo confusionario o limitante per qualcuno dei partecipanti. Il numero ideale di partecipanti, comunque, varia da 4 a 8.
Esistono molte varianti di questa tecnica e dopo aver descritto il funzionamento generale del Brainwriting, passeremo ad esporre i diversi modi di realizzarlo: BrainWriting Pool, BrainWriting 6-3-5, Idea Card Method, BrainWriting Game, Constrained BrainWriting, BrainSketching, Force- Fit Game, Pin Cards, Crawford Slip Writing.
Per realizzare una sessione di Brainwriting, basta fornire ogni partecipante di un foglio di carta e di una penna e disporre di un moderatore che diriga le operazioni ed enunci una frase di partenza capace di stimolare il processo creativo verso la soluzione di un problema o il raggiungimento di un obiettivo.

Descrizione
Il Brainwrtiting inizia quando il moderatore ha scritto sui fogli di tutti i partecipanti la frase ideata per stimolare le risposte dei partecipanti e le soluzioni creative.
Ognuno si trova con un foglietto di carta ed una frase su cui riflettere; a questo punto i partecipanti scrivono o rappresentano in modo grafico la prima idea che gli passa per la mente, ovviamente tenendo come costante punto di riferimento l’obiettivo della sessione.
L’idea può essere comunicata con una frase, ma anche con un disegno o dei simboli o addirittura, se si hanno a disposizione delle riviste, è possibile realizzare una sorta di collage con le immagini, ma in questo caso la sessione è più lunga e la semplicità che contraddistingue questa tecnica verrebbe a diminuire.
Dopo aver rappresentato sul foglietto di carta la propria idea, ogni partecipante passa il foglietto al compagno di destra, che leggerà l’idea e trarrà da questa, e della frase iniziale, lo spunto per una nuova soluzione. La sessione continua come minimo fino al momento in cui i foglietti hanno percorso un giro completo tra i partecipanti, anche se è possibile realizzare più di un giro, ma la versione classica del Brainwriting punta molto sulla rapidità e la semplicità della tecnica.
Al termine del primo giro, il gruppo ha a disposizione una serie di foglietti con frasi, disegni e simboli tra i quali scegliere per individuare le idee e le soluzioni adeguate alla risoluzione del problema.
Le idee di ognuno rimangono “anonime” e la competizione all’interno del gruppo è molto ridotta, in quanto c’è uguale spazio per tutti nell’esposizione delle idee e i fattori caratteriali, che possono incidere notevolmente in una sessione di brainstorming, limitano molto poco i partecipanti.

Obiettivi
Ideare nuovi prodotti;
trovare idee per pubblicità e campagne di comunicazione;
Sviluppare in modo semplice progetti creativi in gruppo;
Generare un ampio numero di alternative e soluzioni

I passi da seguire
Fornire ogni partecipante di un foglio di carta ed una penna, e farli sedere, comodamente e con una certa distanza tra loro, intorno ad un tavolo preferibilmente circolare, più adatto a predisporre un clima favorevole alla collaborazione e al lavoro di gruppo.
Il foglio può essere fornito completamente bianco, con la sola frase iniziale scritta, lasciando il massimo spazio creativo ai partecipanti, oppure diviso in zone, per lasciare lo stesso spazio ad ognuno.
Identificare il problema o l’obiettivo che si vuole raggiungere; questo passaggio può essere organizzato preventivamente dal moderatore, oppure realizzato direttamente dal gruppo e quindi in modo condiviso. La scelta, in questo caso, dipende dall’esperienza del gruppo verso questo tipo di sessioni e dalla capacità dei partecipanti di contrattare e definire dei punto in comune.
Ogni partecipante scrive sul foglio che ha davanti la prima idea che gli viene in mente, rispetto al problema da risolvere; la discussione realizzata precedentemente per identificare l’obiettivo e la frase iniziale scritta sul foglio fungono da stimoli per la riflessione e la ricerca creativa di nuove soluzioni.
L’idea può essere espressa in modi differenti: scritta, disegnata, rappresentata con un simbolo o nel modo che il partecipante preferisce.
I partecipanti possono anche riportare sul foglio più di un’idea, ma in questo caso è meglio deciderlo preventivamente e dare delle regole comuni da seguire durante la sessione.
Il foglio viene passato al compagno di destra e si procede come sopra, con la rappresentazione di una nuova idea, prendendo spunto da ciò che si trova sul foglio che si ha di fronte.
Dopo un certo numero di passaggi, che può corrispondere ad un giro completo tra i partecipanti o a un certo periodo di tempo deciso all’inizio, il moderatore raccoglie tutti i fogli e li mette al centro del tavolo per dare inizio alla valutazione di gruppo.
Tutte le idee vengono analizzate e messe in relazione tra loro anche in modalità diverse rispetto a quanto fatto dai partecipanti sui fogli.
Una serie di idee possono essere prese da un foglio e unite con quelle di altri per trovare una soluzione originale ed efficace.
Il criterio di valutazione delle idee è molto importante e il modo di procedere varia molto, a partire dalla modalità classica che prevede una discussione e una valutazione in gruppo delle idee, coordinata dal moderatore, che inevitabilmente indirizza la discussione. È possibile, inoltre, che le idee vengano analizzate da un gruppo diverso rispetto a quello che ha condotto la sessione di Brainwriting, magari più competente tecnicamente e quindi capace di vagliare in modo più preciso le proposte, oppure può essere visionato dalla dirigenza o, in generale, da qualcuno che ha maggiore autorità sul progetto, come supporto alla sua decisione.

A questa modalità di Brainwriting, per la quale tutti i partecipanti si uniscono per risolvere uno stesso problema, può essere affiancata una seconda che prevede che ogni partecipante scriva un diverso problema, il proprio e gli altri, a turno, scrivano le proprie idee al riguardo. In questo modo, scambiando il foglio con gli altri, tutti i partecipanti si ritroveranno un’ampia gamma di soluzioni tra cui scegliere o da cui trarre ispirazione.

venerdì, ottobre 16, 2009

Aforismazione, un ebook in regalo per te


Quante volte ci capita di leggere un aforisma e rimanere calamitati da quelle parole, capaci di creare vibrazioni nei nostri pensieri, nelle sensazioni del nostro corpo, parole che ci fanno intuire istantaneamente verità solo accennate e ci fanno sussurrare: “Si è vero!”, “E’ proprio così!”, “Questo mi appartiene!”, e molto altro ancora.

Gli aforismi hanno il potere speciale di condensare in poche parole tanti significati, significati profondi che ci ricordano esperienze del passato, che fanno risuonare immagini, illuminare sentimenti, che ci fermano a riflettere momentaneamente sul senso di ciò che ci accade.

Quante volte la lettura di un aforisma rimane una piacevole e fugace frazione della nostra vita, un momento che ben presto lascia il posto ad una miriade di altri pensieri, preoccupazioni quotidiane, problemi concreti da affrontare, stimoli del mondo esterno che attraggono inesorabilmente i nostri sensi e la nostra attenzione. Ben presto siamo capaci di passare da un intenso momento presente, da quello che i greci chiamavano il tempo di Kairos, al succedersi vorticoso del tempo che scorre e scappa via e dietro al quale ci affanniamo a correre.

Con questo breve contributo ti invitiamo a prendere qualche istante per te, per leggere uno degli aforismi che proponiamo, per lasciarlo sedimentare dentro di te e trasformare qualche minuto della tua vita in Kairos, quel particolare momento in cui è possibile l’attuazione di un nuovo stato delle cose, che sopraggiunge grazie ad un attimo di consapevolezza.

Con l’esercizio che stai accingerti a sperimentare, infatti, puoi crearti un’opportunità, un momento in cui si presenta una possibilità, in cui gli eventi richiedono un’azione o sono propizi per un’azione. Negli attimi che seguiranno, l’azione che deciderai di intraprendere, e dunque il tempo che deciderai di dedicarti, avrà il potere di modificare il tuo destino per qualche minuto e aprire un piccolo varco sul divenire delle possibilità. Se davvero ti fermerai a vivere esclusivamente nel presente, assaggerai il sapore del momento presente, che costituisce la più grande sicurezza della tua vita, preziosissimo istante in cui puoi sentire di esserci, perché la vita pullula nell’attimo in cui la si vive, non prima, qualche minuto fa, che ormai è già scomparso, non dopo in un futuro che ancora deve nascere, ma solo esattamente nel qui ed ora.

mandami un email all'indirizzo
s . p i p e r n o @ c o a c h i n g c r e a t i v o . c o m
(l'ho scritto con lo spazio tra le lettere per evitare lo spam dei software che prendono gli indirizzi email dai siti e ti iscrivono a liste a cui mandano messaggi in automatico; ti basta copiare l'indirizzo ed eliminare gli spazi)

domenica, ottobre 11, 2009

Twitter presto volerà anche in Italia


Twitter parlerà anche in italiano. L'annuncio arriva direttamente dal blog ufficiale del social network , per il momento disponibile solo in lingua inglese e in giapponese. Presto l'interfaccia sarà tradotta in altre quattro lingue: oltre all'italiano, ci sono francese, tedesco e spagnolo.
leggi l'articolo di Elvira Pollina su corriere.it>>

Twitter is currently available only in English and Japanese. With some help, we will soon be rolling out support for French, Italian, German, and Spanish. These languages are commonly referred to using the acronym FIGS and are often the starting point for services like Twitter when its time for more language support. Later, we hope to offer Twitter in several other languages. No matter how sophisticated technology gets, we're reminded daily that it's about people and that's something we've taken to heart regarding translating Twitter.

People Make Twitter Better

The variety of Twitter applications exist today because developers took advantage of this simple, open platform. Protocols like @mentions and retweet were invented by users to get more out of their Twitter experience and we are able to follow up with a technical response to make them actual features. Starting today, we are offering a simple tool for people with experience in other languages to suggest translations for the Twitter web site. Then, we'll follow up technically.

Twitter Translate users can make suggestions.
We are inviting a small group of people to become volunteer translators at first. As more folks volunteer, the translation suggestions should accumulate faster and we'll have enough material to respond by making Twitter available not only in English and Japanese but also French, Italian, German, and Spanish. We will distribute the translations to Twitter platform developers making it easier for them to offer multiple language support as well.

If yours isn't one of the six languages we're going to be available in soon, we thank you for bearing with us—we'll get there as soon as we can. Our tiny, five person team of Andy Lorek, Matt Sanford, Alex McCauley, Sean Bell, and Yukari Matsuzawa from Twitter has done great work putting this plan together. We're very excited that more people will be able to use Twitter in their native language!

lunedì, ottobre 05, 2009

Social Spider, il Networking


Social Spider

Presentazione ed origini della tecnica


Il Networking è un termine di derivazione informatica, che esprime, l’insieme delle problematiche, e/o regole, cui due o più entità sono soggette quando richiedono di scambiare e condividere informazioni e risorse.
Questa tecnica prende il nome dalla capacità di intessere reti sociali mutuamente vantaggiose tra persone che, si identificano in qualcosa o condividono uno stesso obiettivo.
Immaginate il ragno che costruisce la ragnatela.
Immaginate un obiettivo da raggiungere.
Quanta tela bisogna tessere per raggiungere l’obiettivo?
Con quante persone entrare in contatto?
Ampliare la rete dei contatti significa aumentare la possibilità di raggiungere obiettivi.

Descrizione

Quando parliamo di Reti Sociali dobbiamo prima di tutto distinguerle dalle amicizie che costruiamo nel corso della nostra vita per diletto e per passione. Molte persone abili a tessere queste reti spesso mescolano vita privata e professionale tanto che molte delle loro amicizie personali sono strette sul lavoro. Ma occorre chiarezza, onestà, essere limpidi come l’acqua di fiume per vivere serenamente a contatto con gli altri. Perché qui la costruzione della relazione ha una motivazione: sono amicizie con uno scopo o meglio ancora alleanze, relazioni sulle quali poter contare.
Per esempio, lavorare significa essere coinvolti e coinvolgere, non solo fornire prestazioni, timbrare cartellini e realizzare progetti a scadenza.
Lavorare significa essere indispensabili per il resto della comunità, ognuno con le proprie peculiarità, caratteristiche e abilità.

Saper costruire rapporti “sani”, fondati sul rispetto, sull’empatia e la condivisione è fondamentale per sviluppare nel tempo relazioni solide e mutualmente proficue.

“L’universo, compreso il mondo in cui viviamo, interagisce con tutti gli elementi fisici e naturali (compresi noi esseri umani), attraverso scambi di energia, feedback continui in andata e in ritorno, come un unico flusso di energia. Tale flusso alimenta il contenuto in un sistema non lineare, il cui il risultato finale non è calcolabile a priori – (Teoria del Caos)”
?
Ma allora… visto che tutto è correlato e non è prevedibile, perché non accettare il proposito che la conoscenza e la condivisione sono strumenti indispensabili per determinare il succedersi delle cose?
Le persone dotate di un alto livello di Intelligenza Emotiva, applicata al coordinamento sociale (cioè con competenze sociali basate sui talenti umani), alimentano tali reti sociali o Network in maniera programmata, ed ogni persona viene inclusa a seconda delle proprie caratteristiche, di un particolare expertise o di quel particolare campo di eccellenza.
Questo perché ogni elemento di tale rete è un estensione stessa di “conoscenza” o “expertise”, alla quale poter accedere con un incontro o una semplice telefonata.

Il Networking è un alleanza libera, una cooperazione senza imposizioni.
Chi sceglie di farne parte, mette dentro le proprie competenze, capacità ed impegno, perché ognuno alimenterà il centro stesso del Network ed esso si svilupperà grazie all’apporto di ognuno.

Condividere la conoscenza vuol dire costruire le fondamenta di una casa nel momento del bisogno. Vuol dire tendere la mano a qualcuno che la sta cercando. Vuol dire trovare quella mano quando ne avremo necessità, perché sapremo, già, dove cercarla.

continua sul prossimo post...

martedì, settembre 29, 2009

I Percorsi del Coaching Creativo: è uscito il secondo libro sulla nostra metodologia


E' uscito in questi giorni il nostro secondo libro sul Coaching Creativo, che oltre a riportare in modo sintetico e semplificato la nostra metodologia (spiegata in modo approfondito nel primo volume "Coaching Creativo. Tecniche per l'innovazione, la crescita, il cambiamento personale ed aziendale")
/>
passiamo in rassegna una serie di autori, fondamentali per il mondo della formazione, del coaching, della creatività applicata, attraverso le loro tecniche per la definizione degli obiettivi personali e di gruppo,

Nel terzo capitolo,
esploriamo una serie molto ampia di percorsi di sviluppo manageriale e personale, tra quelli che utilizziamo più di frequente nel nostro lavoro in azienda e con i gruppi di lavoro:
il percorso del potenziamento dei risultati;
il percorso decisionale,
potenziare le caoacità decisionali;
il percorso motivazionale;
la progressione verso gli obiettivi;
elaborare creativamente idee e progetti;
vedere, pensare, sentire il progetto da prospettive diverse;
pensiero convergente e divergente;
il percorso della guida;
il percorso del manager;
il percorso dell'intuizione;
i sei passi per pensare;
allenare il pensiero al gioco combinatorio;
il potenziamento delle risorse;
il self coaching creativo

Vai al sito della Franco Angeli

lunedì, settembre 28, 2009

PAPSA, l'apriti sesamo della Creatività


“Nel ruolo del manager c’è una missione educativa, di guida”, sostiene infatti Hubert Jaoui, (uno dei massimi esperti mondiali sulle tematiche e della creatività e dell’innovazione, con cui mi onoro di collaborare), “in quanto aiuta a crescere. È compito del management instaurare un clima dialettico e un terreno favorevole alla nascita di proposte creative e, per fare ciò, deve lasciare autonomia alle persone e incoraggiare lo spirito d’iniziativa”.
Per gli autori è fondamentale che le idee dei collaboratori vengano accolte, ascoltate attentamente e attivamente, valorizzate, perché “un buon manager è colui che scopre in ciascun collaboratore i fattori specifici che lo motivano per indirizzarlo verso gli obiettivi aziendali”.
La capacità di innovare è strettamente legata a quella di comunicare con efficacia, di ascoltare ed accogliere le idee degli altri, per combinarle ed integrarle con le proprie in un circolo virtuoso e creativo. In questa fase della nostra economica, l'innovazione è una componente fondamentale nella produzione del valore e di un vantaggio competitivo; in italia, come ricorda Jaoui, siamo ancora piuttosto indietro, sia dal punto di vista dell'organizzazione dei processi, sia per quanto riguarda la formazione e la crescita delle persone in azienda.
“L’innovazione nasce dalla costruzione di team interaziendali ed esterni all’azienda e dal confronto tra diverse culture aziendali, magari anche nazionali”, secondo Jaoui, e “la sfida per il manager è quella di costruire e gestire i contesti in grado di agevolare lo sviluppo di idee, puntando principalmente sulla creatività aziendale”.
Per innovare realmente e profondamente un'organizzazione, non basta però una tecnica, secondo Jaoui, non è sufficiente affrontare e superare il sintomo, lo spazio problema, quanto applicare un “metodo di lavoro a più tappe”, perché “spesso davanti ad un problema la reazione spontanea è di impegnarsi immediatamente alla ricerca della soluzione. Tuttavia capita che si trovino delle soluzioni che poi si rivelano inadeguate. Il più delle volte il problema nasce dal fatto che i sintomi, percepiti in una situazione problematica, ‘ non sono il problema ’ , ma solamente una sua manifestazione. Così la soluzione trovata va ad eliminare il sintomo, ma non riesce a penetrare la radice del problema. Per andare in profondità il lavoro dovrà necessariamente partire da un punto antecedente alla ricerca della soluzione e farà in modo che la soluzione individuata non rimanga nel limbo dei desideri, trasformandosi in vera innovazione”.
La creatività, secondo Jaoui, poggia su tre pilastri e cioè il talento, il metodo e l'energia. Il talento è l'insieme delle risorse che possediamo, le capacità che mettiamo in gioco quando realizziamo un'attività; il talento è dato da quell'universo di possibilità e potenzialità che utilizziamo per raggiungere i nostri obiettivi, per comunicare efficacemente con gli altri, per sviluppare relazioni sane e durature. Il metodo è la struttura comportamentale, l'insieme delle azioni, che permette al nostro talento di dispiegarsi e concretizzarsi.
L'energia è la fonte della volontà con la quale perseguire lo scopo che ci siamo prefissi; è quel flusso di pensieri e di emozioni che si incanala verso un obiettivo.
Jaoui è quidi interprete di un approccio al processo creativo molto diverso da quello anglosassone ed americano in particolare, nel quale l'attività è focalizzata sulla risoluzione di problemi specifici o il raggiungimento di obiettivi. Il brainstorming nacque proprio con questa finalità e cioè facilitare il processo di produzione di idee nei gruppi di lavoro. Secondo Jaoui, invece, non è questa l'esigenza principale di noi latini, che abbiamo una certa naturalezza nel generare idee, al contrario di altri popoli, che dimostrano maggiore facilità nelle attività organizzative, rispetto che in quelle ideative.
Il modello statunitense sulla creatività è basato sulla ricerca e sulla “cura” del sintomo, mentre quello europeo, proposto da Jaoui, considera la creatività come uno stile di vita, un modo di vedere e di intendere la realtà, uscendo dagli schemi consueti di pensiero non soltanto quando è necessario per le esigenze aziendali e di problem solving, ma vivendo la creatività come energia interiore capace di migliorare complessivamente la qualità della propria vita.
Uno dei metodi più noti prodotti da Jaoui e che tuttora utilizza in contesti di gruppi di lavoro per potenziare i processi creativi e il PAPSA, di cui darò un accenno e che merita di essere approfondito attraverso i suoi libri o ascoltandolo dal vivo.
Per definire un obiettivo, possiamo utilizzare il PAPSA, “l’apriti sesamo della creatività”, costruito su cinque fasi: Percezione, Analisi, Produzione, Selezione, Applicazione. Per ognuna di queste fasi sono previste delle tecniche specifiche che in questa sede per ragioni di spazio non potremo approfondire, ma che potremo precisare sui prossimi numeri. Per ora mi limiterò ad illustrare il senso generale delle diverse fasi.
Percepire l’obiettivo vuol dire “entrare sottilmente, il più completamente possibile, nelle sue sfaccettature”. Per fare ciò è importante lasciare affluire parole, espressioni, impressioni, sentimenti, immagini mentali, ricordi, allargando la nostra percezione sensoriale oltre i nostri limiti abituali. Una buona percezione passa attraverso una liberazione dell’emozione ed un’esaltazione dell’intuizione.
Analizzare l’obiettivo si traduce nella sua “scomposizione nel maggior numero di elementi indivisibili, per poi ricomporlo in schemi che ne chiariscano la struttura”. Per realizzarla si può formulare il nostro bisogno, la nostra aspettativa, il nostro desiderio in cinque modi differenti, prima di scegliere quello che sentiamo più vicino al nostro bisogno fondamentale e allo scopo che sentiamo dentro in noi e che rispecchia i nostri valori ed ideali. In questa fase si scopre il vero obiettivo, il problema, la sua struttura profonda. L’analisi si compone in una fase di pensiero divergente ed un’altra convergente.
La Produzione è la terza fase e consiste, ad esempio, nel trovare cinque idee per raggiungere l’obiettivo, per come è stato formulato e scelto nell’Analisi. Questa fase è caratterizzata, come le prime due, da quattro regole esposte dall’autore:
1. critica abolita: nessun giudizio, né negativo, né positivo, nessuna valutazione, né verbale, né non verbale;
2. quantità anzitutto: quando non censuriamo nulla, lasciamo uscire in abbondanza le libere associazioni di idee e questo comporterà dei vantaggi, quali una maggiore probabilità di avere una buona idea, il superamento delle prime idee che generalmente sono più banali;
3. estrosità benvenuta: in un’idea pazza possono trovarsi i germi di originalità di cui abbiamo bisogno;
4. moltiplicazione sistematica: apriamoci alle idee degli altri e offriamo loro generosamente le nostre.

Anche per questa fase, Jaoui consiglia di alternare un momento divergente, con le regole elencate sopra, ad uno convergente, necessario per ordinare e tradurre gli spunti in idee creative, attraverso l’ausilio di tecniche come la SCAMPER, di cui abbiamo parlato su questa rivista (http://www.caosmanagement.it/n39/art39_02.html)
La quarta fase del PAPSA è la Selezione, che consiste in un atto creativo, divergente, nel quale ci si appropria totalmente di ogni idea incontrata e si sceglie quella che potrà soddisfare l’obiettivo che vogliamo percorrere. Creare è scegliere ci dice Jaoui e cioè accettare di rinunciare alle decine o migliaia di possibilità per realizzarne una sola. Come scegliere una tra le tante idee trovate? Come focalizzare la definizione del proprio obiettivo. Come essere obiettivi di fronte a questa scelta?
Jaoui utilizza di solito la tecnica dell’Avvocato dell’Angelo, di Sidney Shore, nella fase divergente, di cui parleremo sui prossimi numeri di Caos Manamgement.
Applicare è la quinta tappa, la componente decisiva del successo di un’idea, che si può riassumere nella frase “immaginazione efficace”; in questa fase di individuano delle modalità pratiche per realizzare quanto deciso, grazie alla ricchezza di idee generata con il lavoro precedente.
La prima attività di questa fase è quella anti-sabotaggio e si svolge domandandosi: “che cosa potrei fare o dire, per essere sicuro di fallire?” ed elencando il più gran numero di risposte possibili.
Rispondere a questa domanda fornirà un elenco di possibilità con le quali rischiamo di non centrare l’obiettivo che ci siamo posti; in questo modo sarà più facile evitarle ed organizzare dei piani alternativi o di sicurezza.
La seconda attività riguarda il pensiero divergente e si realizza con il supporto di una mappa mentale per facilitare l’esplorazione di un’idea.
Il momento divergente conclude la fase dell’Applicazione e consiste nell’ordinare le idee ricavate precedentemente in un piano d’azione, che parta dall’analisi di punti di forza e di debolezza e descriva le modalità di realizzazione dell’obiettivo e come ricavare le risorse necessarie.

cos'è il PAPSA? scarica una breve presentazione della metodologia realizzata direttamente dal suo ideatore HUbert Jaoui

sabato, settembre 26, 2009

e' uscito il mio secondo libro: i percorsi del Coaching Creativo


E' uscito in questi giorni il nostro secondo libro sul Coaching Creativo, che oltre a riportare in modo sintetico e semplificato la nostra metodologia (spiegata in modo approfondito nel primo volume "Coaching Creativo. Tecniche per l'innovazione, la crescita, il cambiamento personale ed aziendale")
/>
passiamo in rassegna una serie di autori, fondamentali per il mondo della formazione, del coaching, della creatività applicata, attraverso le loro tecniche per la definizione degli obiettivi personali e di gruppo,

Nel terzo capitolo,
esploriamo una serie molto ampia di percorsi di sviluppo manageriale e personale, tra quelli che utilizziamo più di frequente nel nostro lavoro in azienda e con i gruppi di lavoro:
il percorso del potenziamento dei risultati;
il percorso decisionale,
potenziare le caoacità decisionali;
il percorso motivazionale;
la progressione verso gli obiettivi;
elaborare creativamente idee e progetti;
vedere, pensare, sentire il progetto da prospettive diverse;
pensiero convergente e divergente;
il percorso della guida;
il percorso del manager;
il percorso dell'intuizione;
i sei passi per pensare;
allenare il pensiero al gioco combinatorio;
il potenziamento delle risorse;
il self coaching creativo

Vai al sito della Franco Angeli