martedì, novembre 14, 2006

6 Cappelli e TOTE, due tecniche per il Coaching Creativo

Buongiorno, oggi realizziamo un esperimento più complesso perché prevede di utilizzare due tecniche insuccessione: la prima, TOTE, potete leggerla su uno dei post precedenti, mentre la 6 Cappelli per pensare, la introduciamo oggi.

Edward De Bono è l'autore della tecnica 6 Cappelli per pensare ed è il massimo esperto e diffusore del pensiero laterale. Ha lavorato con le più grandi aziende del mondo, esposto le sue teorie di fronte a grandi e prestigiose platee, fino ad arrivare a comprare recentemente un'isola dove si gode la vita e realizza i suoi seminari... non male...

Uno dei principi base di questa tecnica è che analizzare contemporaneamente tutti gli aspetti di una questione, da quelli più razionali ai più emotivi, può risultare difficile. Così, si finisce per privilegiare una parte del ragionamento, una prospettiva e questo limita il numero di soluzioni e idee che possono essere trovate.
Nel suo libro intitolato proprio "6 Cappelli per pensare" (De Bono E., 6 Cappelli per pensare, Rizzoli, Milano, 1991), De Bono spiega che utilizzare ed indossare realmente 6 diversi Cappelli per osservare qualcosa da diversi punti di vista permette di superare i limiti abituali cui sottoponiamo i nostri ragionamenti. "Indossare un costume da pagliaccio ci autorizza a fare i pagliacci", scrive De Bono, suggerendo che in questo modo è possibile pensare ed affermare cose che abitualmente non farebbero parte del nostro modo di ragionare. L'"auto-censura" che spesso ci imponiamo viene ridotta da una maggiore libertà espressiva, grazie ai 6 cappelli.
Ogni cappello è legato ad un tipo di pensiero e grazie al colore è facilmente collegabile ad una tipologia di pensiero.
Per realizzare la tecnica si procede indossando i 6 cappelli secondo l'ordine proposto, che però non è rigido, in quanto può essere utile mettere uno stesso cappello più volte, per approfondire la riflessione, oppure invertire l'ordine. Questa scelta è a discrezione di chi utilizza la tecnica e le varianti saranno sempre più auspicabili, con l'aumentare dell'esperienza.

1. Bianco: fatti, informazioni, logica.
Immagina di essere un computer e di analizzare freddamente la situazione, basandoti soltanto sui fatti di cui disponi, con obiettività e oggettività.


2. Rosso: emozioni, passioni, rabbia.
La chiave di interpretazione è costituita dalle sensazioni che si provano, senza cercare di spiegarle o catalogarle. E' importante ascoltare queste emozioni per sentire anche le più lievi e per esaltare le intuizioni, le impressioni, le vibrazioni collegate.


3. Nero: negatività
In questo caso si pensa a tutte le cose che potrebbero evitare il successo del proprio progetto, tutti gli inconvenienti, i problemi, i possibili eventi sfavorevoli.Si individuano li errori e le cose da non fare: è un tipo di pensiero molto critico, ma non pessimista, in quanto questa è una sensazione, un emozione da valutare con il cappello rosso.


4. Giallo: colore del sole e della positività, dell'ottimismo, della speranza. Attuare un pensiero costruttivo, che si concentra sui benefici, i vantaggi, le opportunità, che possono essere generate.


5. Verde: indica la nascita di nuove idee e lo sviluppo del pensiero creativo vero e proprio.
Il verde si collega alla natura, alla nascita e alla fertilità, delle vita come delle idee. In questa fase si ricercano le alternative e le opportunità possibili.


6. Blu: si riferisce al controllo al monitoraggio, è, come afferma lo stesso De Bono, il cappello del "direttore d'orchestra". Questo è il momento in cui si mettono insieme le idee e tutto quanto prodotto con gli altri cappelli, per sviluppare un progetto, integrando tutti gli spunti venuti alla luce.
Da questa prospettiva si può tornare indietro, indossando gli altri cappelli, nel caso si intenda completare l'esplorazione di uno dei diversi stili di pensiero.


Alla fine della tecnica, ci si accorge che normalmente si utilizzano uno, o poco più dei punti di vista approfonditi grazie ai cappelli, mentre con questa tecnica è possibile avere numerose idee
Partiamo dall'obiettivo di questo bl. Il gesto di levare un cappello per metterne un altro ha un alto valore simbolico, in quanto questo movimento permette di slegarsi dalla prospettiva precedente per entrare completamente nella nuova.

Un grande psicoterapeuta, Virginia Satir, che ha ispirato Bandler e Grinder nello sviluppo della Programmazione Neurolinguistica, adottava una modalità particolare nella cura dei suoi pazienti. In sintesi, quanto qualcuno mostrava ed esponeva alla Satir un particolare malessere, dopo che lei era riuscita a farlo approfondire e rivivere pienamente, spostava fisicamente il paziente, modificando postura e posizione nello spazio per creare un distacco netto con le sensazioni precedenti. A quel punto il paziente era invitato ad immaginare e visualizzare se stesso in quella posizione e con quel particolare sentimento negativo, per incrementare ancora di più in senso di distacco e separazione.
A proposito di questo Massimo potrebbe fornirci degli spunti interessanti per conoscere i principi di questa modalità di psicoterapia, visto che sono parte integrante di molte tecniche per il pensiero creativo.

A questo punto, dopo aver spiegato la tecnica, vi annuncio il modo in cui procederemo:
sottoporremo l'obiettivo del blog alla 6 Cappelli per pensare e poi al TOTE, utilizzando entrambe le tecniche in successione.

Intanto se qualcuno ha voglia di svolgere la tecnica per un proprio progetto o obiettivo, può postare un commento con i risultati ottenuti, così possiamo discuterne insieme e magari trovare un numero ancora maggiore di soluzioni.

p.s. rispondo al consiglio di Ale (Ciao!), dicendo che racconterò molto presto qualcosa su Londra, su un'esperienza di lavoro unica e sulla grande occasione chje ho avuto di conoscere Richard Bandler.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Molto bene, coach! Mi sa che qui ci vogliono carta e penna. Creare qualcosa, per la nostra e altrui crescita, cioè per la realizzazione di un prodotto qualunque esso sia, sviluppa in un certo qual senso la fantasia, ma anche capacità di analisi e di sintesi. La scelta analitica diventa il risultato di un procedimento pensato ma anche analizzato. Anche Archimede si mette in testa il suo cappello pensatore per creare nuove invenzioni! Io molto spesso mi ritrovo a rincorrere il filo di un'idea, perchè le idee nascono così, senza un motivo, all'improvviso, quando meno te l'aspetti. La difficoltà è quella di metterle in pratica per arrivare ad una soddisfazione. La scomposizione dei vari piani vista nell'ottica dei 6 cappelli, prendendo in considerazione più aspetti, mi sembra più puntuale del TOTE, forse perchè, a mio modo di vedere, mi risulta più semplice, proprio perchè ha dei confini ben definiti. Però continuo a pensare che mi serviranno carta e penna per tracciare il mio cammino che mi porti al cappello blu... La ricerca a volte è difficile, quando ci sono dei passaggi transennati, o sentieri impervi. Sono le ragioni dell'anima, ovvero: quando il cuore non sente ragioni, e il pensiero va oltre le distanze spazio temporali! Comunicare è anche questo, lanciare semini nel vento, consapevoli che nessuno andrà poi disperso. Nel frattempo sono andata anch'io a trovare tiz sul suo blog. Caspita che biglietto da visita!, Sono proprio curiosa di vedere come andrà avanti... Poi una curiosità: ma gli allenatori si chiamano tutti Simone? x i miei sembra proprio di sì. In palestra mi alleno alla boxe con Simone e la mia mente l'alleno con un altro Simone. Scherzi del caso! Un saluto a tutti. Ale

Dott. Massimo Del Monte ha detto...

Ciao, vorrei puntualizzare una cosa sul TOTE e 6 cappalli. Il TOTE non è uno strumento di creatività in sè e per sè, ma piuttosto un modello per verificare l'andamento di un progetto, di un idea, verificare cioè se le operazioni che stai mettendo in atto per raggiungere l'obiettivo ti stanno indirizzando oppure no; pertanto ti devi domandare innanzitutto qual'è il tuo stato attuale delle cose, da che lo capisci, da quali parametri puoi dire che stai effettivamente in quella situazione. Poi operi e dunque progetti e poi metti in atto effettivamente delle operazioni, strategie, comportamenti, pensieri, sensazioni etc... poi devi fare un test a queste operazioni cioè quali sono le evidenze che ti dicono che ti stati avvicinando o allontanando dalla meta. Che tipo di evidenze sono, risultati concreti, reazioni altrui, sotto-obiettivi che ti eri proposta? quando hai chiare tali evidenze puoi decidere se e come continuare.
Buon lavoro
Massimo

Simone Piperno ha detto...

Ale è sempre interessante e ci dice che questa tecnica “sviluppa in un certo qual senso la fantasia, ma anche capacità di analisi e di sintesi”: sono d’accordo perché è proprio la pluralità di prospettive proposte che rende così utile la "6 Cappelli per pensare".

“Le idee nascono così, senza un motivo, all'improvviso, quando meno te l'aspetti”: la nostra mente gioca strani scherzi e quando meno ce lo aspettiamo, magari mentre stiamo facendo qualcosa che non c’entra nulla o dopo chissà quanto tempo, ci manda la risposta che cercavamo. Spesso avviene spontaneamente e senza controllo, per questo è utile fare come “Archimede” che “si mette in testa il suo cappello pensatore per creare nuove invenzioni!”: è un po’ come dire, aiutati che IL CIEL TI AIUTA!
La difficoltà è quella di metterle in pratica per arrivare ad una soddisfazione”: dopo aver acquisito una visione globale sull’obiettivo, con il cappello blu, e utilizzando il TOTE, si dispone di maggiori strumenti e quindi di maggiore sicurezza per intraprendere il cammino giusto.

Sono felice che hai apprezzato questa famosa tecnica, che costituisce la fonte d’ispirazione di molte altre tecniche per l’elaborazione e la valutazione di idee e progetti.

Grazie Ale per tutti gli spunti che regali al blog!!

Anonimo ha detto...

la creatività è la composizione-di carne!- di un piccolo haiku. 17 sillabe d'improvvisi insight,di pensieri scroscianti, ordinati e resi azioni da cappelli colorati. 17 sillabe di straordinaria bellezza e d'infinita semplicità per descrivere, intrecciare, plasmare quella corda, la nostra, la migliore, sulla quale camminare, ineluttabilmente funamboli dell'esistenza. è la corda tesa nel vuoto, eccitante, seducente e rischiosa, fra le estremità della vita. grazie dell'entusiasmo, perchè desidero credere che tutte le corde a cui stiamo singolarmente lavorando portino ad un sentiero comune, un enorme puzzle da colorare ognuno con la propria luce. fia

Dott. Massimo Del Monte ha detto...

Poesia e creatività, tecniche in versi, percorsi di crescita artistici ... questa è Fiamma !!
Grazie per le tue parole, per il tuo incoraggiamento, per l'energia che sempre trasmetti in queste situazioni. Spero che tu venga spesso a trovare i creativity-girls and boys diffondendo tra i tuoi amici il nostro luogo per pensare e condividere azioni che danno forma e senso alla crescita personale.
Saluti a tutti
Massimo